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Smart energy: l’Italia è partita forte e ora guida la corsa in Europa Stampa E-mail
Innovazione e nuove tecnologie
 
24 Aprile 2013
 

rapporto Ccr

Non capita spesso di leggere che l’Italia è in prima posizione in Europa nei settori ad elevato contenuto tecnologico. Ma nel caso della smart energy il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea non ha avuto alcun dubbio ad assegnare proprio al nostro Paese questo primato.

 

Il rapporto "Smart Grid projects in Europe: lessons learned and current developments" vede infatti l’Italia come protagonista principale nell’Unione Europea nel settore specifico degli smart meter (contatori intelligenti) e colloca inoltre il nostro Paese tra le nazioni di punta  nelle smart grid (reti intelligenti).

 

Relativamente agli smart meter, l’Italia – riferisce il rapporto - è di gran lunga il Paese che ha effettuato i maggiori investimenti in Europa. Ben 2,1 miliardi di euro, oltre la metà del volume complessivo degli  investimenti europei in questo settore, fanno capo, infatti, all’Italia. Poiché altri 1,5 miliardi di euro sono rappresentati da investimenti effettuati in Svezia, risulta evidente il ritardo che accomuna in questo settore i principali competitors del nostro Paese.

 

Quanto ai progetti nelle smart grid, il rapporto del Ccr ne ha censiti 281 nell’Unione Europea per investimenti complessivi pari a 1,8 miliardi di euro concentrati per il 70% in soli 6 Stati: Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Danimarca e Spagna. In questo caso, va al Regno Unito il primato  in termini di numerosità di iniziative (pari al 15% del totale europeo), mentre spetta alla Danimarca il primo posto nelle attività di ricerca e sviluppo.

 

Secondo l’analisi sviluppata in questo rapporto, i principali settori di intervento dei progetti sono quelli rappresentati dai sistemi di controllo per l'osservabilità e la controllabilità delle reti. Seguono le piattaforme informatiche per il coordinamento dell'energia distribuita, i meccanismi di bilanciamento della domanda e dell'offerta, le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici e  gli strumenti per aumentare la flessibilità della rete.

 

Sul piano finanziario, il 55% del bilancio totale dei progetti europei è assicurato da stanziamenti nazionali e comunitari , mentre il restante 45% proviene da capitali privati. Numerosi, inoltre, sono i progetti multinazionali, supportati per il 95% dall’Unione Europea.

 

[David Marinelli]

 

Per saperne di più:

Il rapporto del Ccr

Commenti

avatar Marco Tartini
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Una volta tanto è interessante sapere che occupiamo una posizione di rilievo in qualcosa di tecnologicament e avanzato, che rappresenta anche il passo indispensabile per favorire lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili.
L'intelligenza delle reti di distribuzione potrà così porre fine alla solita, scontata, e probabilmente artefatta, "tiritera" riguardante la scarsa qualità dell'energia prodotta da fonti rinnovabili rispetto a quella prodotta dal nucleare.
Certo ci piacerebbe vedere dal governo nazionale una presa di posizione decisa rispetto alle rinnovabili, ma sappiamo bene che gli interessi in gioco sono talmente grandi da lasciare spazio solo ai soliti grandi gruppi di potere economico e politico...
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I commenti dei visitatori

Gianluca:
ARTICOLO MENZOGNERO.
Come tu...

Ass. Intercomunale Lucania:
Il solare termodinamico, molto spes...
Valter:
Entro il 2020, come è riportato ne...
 


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