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Energia dal mare: se giocherà bene le sue carte l’Italia sarà protagonista in Europa Stampa E-mail
Energia marina
 
04 Luglio 2014
 

workshop Enea

La crescita sarà appena percettibile fino al 2020, ma diventerà poi rapida negli anni seguenti. Secondo le stime dell’European Ocean Energy Association, presentate durante il workshop che l’Enea ha dedicato alle prospettive di sviluppo di questo settore, l’energia generata dal mare, che copre oggi appena lo 0,02% della domanda elettrica europea, raggiungerà  una potenza installata di 3,6 GW a fine decennio, per poi portarsi a 188 GW a metà secolo.

 

Per il nostro Paese si tratta di una prospettiva di grande interesse. La configurazione geografica dell’Italia, con i suoi 8.000 chilometri di coste, ci rende infatti uno dei membri dell’Unione Europea maggiormente in grado di cogliere i vantaggi derivanti dallo sfruttamento di questa fonte di energia su cui si appuntano non poche speranze di un sistema energetico sostenibile.

 

Rispetto a fonti più consolidate, - è stato ricordato durante l’incontro -  lo sfruttamento energetico di onde, correnti e maree si è sviluppato in Italia soltanto negli ultimi anni, ma le aspettative che le attività di studio e di ricerca hanno generato si sono rivelate  di estremo interesse. Proprio in Italia, infatti, si stanno oggi mettendo a punto impianti e dispositivi in grado di ricavare il massimo del potenziale energetico dal Mediterraneo che, a causa della sua specificità di mare chiuso, richiede tecnologie diverse rispetto a quelle utilizzate nel Nord Europa per catturare l’energia del mare.

 

In effetti sono già vari i sistemi che hanno raggiunto una maturità scientifica e tecnologica.  Nell’arco dei prossimi anni, pertanto, il prosieguo di questo sviluppo abbatterà i costi di produzione e di esercizio, migliorerà le prestazione dei macchinari e renderà questi sistemi competitivi sul mercato.

 

Tuttavia, ha osservato Giovanni Lelli, Commissario dell’Enea , “produrre energia dal mare attraverso tecnologie avanzate che utilizzino in maniera sostenibile le risorse marine richiede lo sviluppo di sinergie tra mondo delle imprese e centri di ricerca”.  L’impegno maggiore dovrà essere rivolto proprio a rafforzare  questa condizione perché sarà anche grazie alla realizzazione e alla commercializzazione di nuovi dispositivi per lo sfruttamento energetico dell’ambiente marino, che “l’Italia potrà concorrere a ridurre la dipendenza dell’Europa dalle fonti fossili e a salvaguardare l’ecosistema del Mediterraneo, che è uno più fragili del Pianeta”.

 

 

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I commenti dei visitatori

Gianluca:
ARTICOLO MENZOGNERO.
Come tu...

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Il solare termodinamico, molto spes...
Valter:
Entro il 2020, come è riportato ne...
 


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