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Consumi ed emissioni: piegata dalla crisi, l’Italia si scopre virtuosa nello scenario europeo Stampa E-mail
Consumi energetici
 
08 Maggio 2014
 

ambiente Europa Legambiente

Un Paese virtuoso sotto il profilo ambientale, sia pure tra contraddizioni, vari punti di debolezza ed una condizione di sostanziale inconsapevolezza. È questo, in sintesi, il giudizio che emerge sull’Italia nell’edizione 2014 del rapporto  Ambiente in Europa che Legambiente ha realizzato in collaborazione con l’Istituto Ambiente Italia.

 

Nel contesto europeo – si legge nel rapporto – l’Italia si posiziona tra i paesi che consumano meno risorse, meno energia e che producono  meno emissioni. Lo rivela il confronto con le medie europee che vedono la produttività delle risorse in Italia (Pil in rapporto alla quantità di materia consumata) migliore del 26%, mentre risultano abbondantemente inferiori alle medie europee tutti gli altri parametri considerati: emissioni pro capite (-15%), consumi pro capite di energia (-19%), intensità energetica (-14%).

 

Si tratta di risultati importanti, ma ottenuti – si osserva – in modo inconsapevole, al di fuori cioè di programmazioni settoriali e di  scelte di politica ambientale di lungo periodo. Durante questa lunga crisi economica,  sono stati infatti la capacità di massimizzare l’impiego delle risorse, di  aumentare il ricorso alle fonti rinnovabili,  di far crescere le attività di riciclo dei rifiuti industriali e di diffondere stili di vita più sostenibili, i fattori risultati decisivi per la conversione green del Paese.

 

In particolare -  ha dichiarato  Duccio Bianchi, dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia  - “l’Italia deve questo primato a diverse ragioni: la prima è la rapidità con cui l’industria italiana, in presenza di una forte crescita dei prezzi energetici dopo il 2005, ha adottato una serie di misure di efficienza a cui non aveva fatto ricorso negli anni di bassi costi. La seconda è la presenza di un sistema di ricchi incentivi alle rinnovabili. La terza è la crescita del riciclo nel comparto siderurgico, nella produzione di metalli, nel settore cartario o vetrario che riduce le estrazioni di materie prime. La quarta è legata alla struttura dei consumi finali delle famiglie più orientati sui consumi immateriali che sui beni materiali”.

 

Ma se sono queste le note liete evidenziate nel rapporto, non mancano gli aspetti critici di un Paese che ha ancora molta strada davanti da fare verso il traguardo della sostenibilità ambientale. Tra le situazioni più negative si segnalano, in particolare, la piaga dell’abusivismo edilizio, la preponderanza dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani e  la supremazia della mobilità privata su quella pubblica.

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I commenti dei visitatori

Gianluca:
ARTICOLO MENZOGNERO.
Come tu...

Ass. Intercomunale Lucania:
Il solare termodinamico, molto spes...
Valter:
Entro il 2020, come è riportato ne...
 


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