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Aspetti energetici delle nuove economie emergenti del Sud-Est asiatico Stampa E-mail
Consumi energetici
di David Marinelli   
 
14 Ottobre 2013
 

L’area del Sud-Est asiatico è oramai da anni una zona in forte crescita nel panorama economico globale. Gli effetti maggiori dell’ingresso di questa nuova macroarea nel novero dei Paesi emergenti, sono stati l’aumento delle importazioni di petrolio nella zona, e la progressiva riduzione del surplus di carbone e di gas naturale destinati all’esportazione.

Questo cambio di rotta, da Paesi prevalentemente esportatori di combustibili fossili a Paesi importatori, segna una realtà inequivocabile: il Sud-Est asiatico, insieme a Cina ed India, è il nuovo centro di gravità del sistema energetico globale.

Stime dell’International Energy Agency (IEA) prevedono un aumento della domanda di energia da parte dei Paesi del Sud-Est pari all’80% entro il 2035, e stime analoghe sono state avanzate per il Giappone. Attualmente, il consumo di energia pro capite nella zona resta ancora tra i più bassi al mondo, con 130 milioni di persone che non hanno ancora accesso all’elettricità, circa un quinto della popolazione della macro area.

La progressiva dipendenza dalle importazioni di petrolio avrà delle ripercussioni negative sull’economie dell’area, aumentandone i costi e indebolendole il livello di competitività, con il rischio di diventare facili prede commerciali dei maggiori Paesi concorrenti. Un rischio da calcolare, dato che nel 2035 il Sud-est asiatico sarà il quarto importatore al mondo di greggio (immediatamente dopo Cina, India e Unione Europea) raddoppiando così la propria dipendenza fino al 75% della domanda interna.

Intanto, la produzione di carbone nel più grande Paese dell’area, l’Indonesia, sta crescendo a ritmi esponenziali, fenomeno che ha reso il Paese il maggior esportatore al mondo di carbone da vapore.

In tutto il Sud-Est, il settore elettrico è in forte aumento e sta diventando il perno della economica, mentre  il carbone sta emergendo come la prima fonte fossile di energia, a causa della sua abbondanza e reperibilità. La generazione elettrica nell’area è prevista aumentare in modo più che sostenuto, fino a superare la produzione dell’India, che però ha una popolazione più che doppia. E il carbone sarà il protagonista di questa crescita, coprendo il 60% della nuova produzione. Per questo diventa fondamentale dotare i vari Pesi dell’area di impianti a carbone più efficienti rispetto a quelli attuali.

Ancora più importante, urge la necessità di nuove politiche di sviluppo per attrarre gli investimenti, e per migliorare il settore energetico e la sostenibilità. Circa 2 miliardi di dollari sono stati sbloccati per compensare una rete di trasporto energetica ancora carente sotto molti punti di vista, e per sviluppare una maggiore stabilità e consistenza nell’applicazione dei provvedimenti economici. Infatti, il prezzo dell’energia sarà in futuro il volano della crescita, ed il principale fattore da cui dipenderà un aumento o una riduzione degli investimenti nella zona.

 

[David Marinelli]

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I commenti dei visitatori

Gianluca:
ARTICOLO MENZOGNERO.
Come tu...

Ass. Intercomunale Lucania:
Il solare termodinamico, molto spes...
Valter:
Entro il 2020, come è riportato ne...
 


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