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Italia maglia nera in Europa per i prezzi dell’energia. Elevata dipendenza dai combustibili fossili e oneri nascosti tra le prime cause Stampa E-mail
Consumi energetici
 
15 Luglio 2013
 

costri energia Fondazione Sviluppo Sostenibile

Calano i consumi di energia, ma restano salate le bollette. Soprattutto in Italia, dove, durante l’anno scorso, l’onere sostenuto da imprese e famiglie si è appesantito del 10% rispetto al 2011, mentre è salita al 18% la differenza del costo della bolletta energetica italiana rispetto alla media dei Paesi europei.

 

A rivelarlo è il dossier “I costi dell’energia in Italia” che la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha presentato nel corso di un convegno organizzato in preparazione degli Stati Generali della Green Economy 2013. Secondo questo rapporto, la bolletta energetica (gas, elettricità, carburanti) che l’Italia ha pagato nel 2012 ha fatto segnare un valore complessivo di oltre 160 miliardi di euro. Se i prezzi italiani fossero allineati alla media europea – si osserva nel dossier – il risparmio economico sarebbe pari a 25 miliardi di euro su base annuale.

 

Sull’elevato valore di questo dato pesa un concorso di cause tra cui spiccano un eccessivo onere fiscale, una dipendenza dai combustibili fossili tra le più alte in Europa e un mercato del gas e dell’elettricità con prezzi molto più alti rispetti alle altre piazze europee. Gli incentivi offerti alle rinnovabili hanno inciso anch’essi sul caro energia, ma in misura contenuta: secondo questo dossier, il loro peso sull’aumento della bolletta energetica italiana non ha superato, infatti, il 33%.

 

Ben più elevato si è rivelato invece, pari al 57% dell’incremento, il peso esercitato dall’aumento dei combustibili fossili che soddisfano ancora oggi l’82% della domanda interna. Sono proprio i combustibili fossili – denuncia il rapporto -  ad aver rappresentato  il primo driver dell’aumento dei prezzi energetici negli ultimi anni. In particolare, tra il 2000 e il 2012, i prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 200%, quelli del carbone del 160% e quelli del gas sul mercato europeo di circa il 300%.

 

Sul caro bolletta pesano, infine, anche i costi “nascosti” che chiamano in causa anch’essi, in primo luogo, i combustibili fossili. Il sostegno offerto ad essi sotto forma di sussidi e di agevolazioni fiscali si rivela infatti cospicuo ma, a differenza di quanto avviene per l’incentivazione offerta  alle rinnovabili,  non viene contabilizzato in bolletta e non contribuisce ufficialmente a formare i prezzi dell’energia, pur restando  a carico di cittadini ed imprese attraverso la fiscalità generale.

[Mauwa Lauro]

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I commenti dei visitatori

Gianluca:
ARTICOLO MENZOGNERO.
Come tu...

Ass. Intercomunale Lucania:
Il solare termodinamico, molto spes...
Valter:
Entro il 2020, come è riportato ne...
 


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