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La crisi si abbatte sui consumi energetici dei 27 Paesi membri della Ue. Ma a minor consumi non corrispondono minori importazioni Stampa E-mail
Consumi energetici
 
01 Marzo 2013
 

consumi e importazioni Ue

 

Crollano i consumi di energia in Europa sotto il peso della crisi economica, ma resta invariato il tasso di dipendenza dall’estero, ovvero il rapporto tra le importazioni nette e il consumo lordo. Lo rivela un’indagine di Eurostat che ha preso in esame l’andamento dei consumi relativi ai 27 Paesi membri dell’Unione nel periodo 2008-2011.

 

Secondo l’ ufficio statistico della Commissione, i consumi energetici dell’Unione Europea sono scesi dalle 1.800 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio del 2008 alle 1.700 milioni del 2011, con un decremento del 6%. Nel 2011, tuttavia, il tasso di dipendenza energetica si è attestato intorno al 54%, rimanendo così sostanzialmente invariato rispetto al 2008.

 

Su 27 Paesi  sono ben 23 quelli che hanno fatto registrare un calo dei consumi energetici durante questo periodo. La riduzione più marcata si è verificata in Lituania (-24,5%), seguita da Irlanda e Grecia (-12,3%) e dalla Romania (-10,2%). In netto calo anche i consumi di Spagna e Regno Unito (-9,4%), mentre per l’Italia la riduzione è stata più contenuta (-4,8%). Per contro, i consumi energetici sono aumentati in 4 Paesi della Ue e, segnatamente, a Malta (+ 16,9%), in Estonia (+4,8%), in Polonia (+3,2%) e in Belgio (+0,1%).

 

Il principale Paese consumatore di energia resta la Germania, che nel 2011 ha fatto segnare un consumo pari a 316 milioni di tep. Seguono Francia (260 milioni di tep),  Regno Unito (199), Italia (173) e Spagna (129). Insieme questi cinque Paesi hanno rappresentato nel 2011 i due terzi del consumo totale dell’Unione Europea.

 

Quanto al tasso dipendenza dall’estero, la Danimarca è l’unico Paese della Ue che, essendo un esportatore netto di energia, compare in questa statistica col segno negativo (-8,5% nel 2011). L’Italia conferma invece la sua elevata dipendenza  (81,3%). Valori ancora più alti di dipendenza dalle importazioni si riscontrano soltanto in Lituania (81,8%), Irlanda (88,9%), Cipro (92,6%),  Lussemburgo (97,4%) e Malta (100%).

 

Per saperne di più:

Il rapporto di Eurostat

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I commenti dei visitatori

Gianluca:
ARTICOLO MENZOGNERO.
Come tu...

Ass. Intercomunale Lucania:
Il solare termodinamico, molto spes...
Valter:
Entro il 2020, come è riportato ne...
 


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