Più vittime per la fame che per malaria, Aids e tubercolosi

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| Categoria: Ambiente

La fame nel mondo fa più vittime della malaria, dell’Aids e della tubercolosi messe insieme.

805 milioni di persone oggi non hanno cibo sufficiente per vivere: una persona ogni nove. In pratica l’equivalente della popolazione di UE, Usa e Canada messe insieme.

 

La buona notizia è che il loro numero sta diminuendo: oggi sono 100 milioni in meno rispetto al decennio precedente e 209 milioni in meno rispetto al 1990-92.

Anche in termini percentuali – secondo le ultime stime della Fao  – si è scesi dal 18,7 all’11,3% a livello globale e dal 23,4 al 13,5% nei paesi in via di sviluppo.

Dati che dimostrano come l’obiettivo del Millennium Development Goal di dimezzare entro il 2015 la percentuale di sottonutriti nei paesi in via di sviluppo sia a portata di mano.

 

Resta l’Africa Sub Sahariana la regione con la maggiore percentuale di sottonutriti: una persona su quattro soffre la fame.

Se i paesi latino americani e dell’area caraibica hanno registrato notevoli progressi, decisamente più modesti sono stati quelli raggiunti nei paesi dell’Africa Sub Sahariana e nel Medio Oriente.

Per raggiungere un obiettivo ambizioso come quello della sconfitta della fame nel mondo – avverte la Fao –  un prerequisito è quello di mettere a punto politiche che mettano  la sicurezza alimentare e la nutrizione come priorità.

La fame –  infatti –  ha molteplici cause: povertà; mancanza di investimenti in agricoltura; assenza di infrastrutture;  eventi climatici catastrofici;  presenza di guerre e conflitti.

Per questo occorre un approccio integrato al problema che comprenda  investimenti pubblici e privati ​​per aumentare la produttività agricola; un miglior accesso alla terra, ingressi, servizi, tecnologie e mercati; misure per promuovere lo sviluppo rurale e proteggere i soggetti più vulnerabili; maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente.

[Gian Maria Volpicelli]

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