Adriatico

Trivelle nell’Adriatico: cosa farà l’Italia?

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| Categoria: Ambiente

L’Adriatico è ricco di petrolio e metano (nella cartina): cosa farne? Il governo croato è favorevole allo sfruttamento delle risorse minerarie offshore, ma il primo ministro Zoran Milanović ha annunciato che prima di procedere all’estrazione si terrà un referendum nazionale. E l’Italia? Ancora non c’è una posizione chiara e definita, ma almeno è stato fatto un passo avanti dal punto di vista della collaborazione bilaterale: il Ministero dell’ambiente ha fatto sapere con un comunicato di avere «chiesto e ottenuto dal governo croato l’avvio di consultazioni transfrontaliere sul piano di trivellazioni lanciato da Zagabria nel mare Adriatico».

«L’Italia ha una legislazione molto rigorosa sul tema delle trivellazioni, orientata prima di tutto alla massima sicurezza ambientale. Essere pienamente a conoscenza di quel che si verifica a poca distanza dalle nostre coste, a maggior ragione perché che si tratta di interventi energetici con un potenziale impatto ambientale, era per noi un passaggio irrinunciabile. Ed è anche un modo per rispondere a chi in questi mesi aveva temuto che l’Italia fosse semplice spettatrice di ciò che accade nell’Adriatico», ha dichiarato il ministro Gian Luca Galletti.

In attesa di una decisione politica, a favore dello sfruttamento degli idrocarburi dell’Adriatico era intervenuto l’anno scorso l’ex presidente del consiglio Romano Prodi: «Si tratta di giacimenti che si estendono nelle acque territoriali di entrambi i Paesi ma che, se non cambierà la nostra strategia, verranno sfruttati dalla sola Croazia. Visto che il bicchiere è uno solo non vedo perché la bibita debba essere succhiata da una sola parte».

La Croazia ha già concesso 10 licenze esplorative nell’Adriatico (una delle quali a un consorzio di cui fa parte l’Eni). La promessa del referendum è arrivata anche in risposta ai timori delle organizzazioni ecologiste e delle comunità locali sui possibili impatti ambientali: «Le riserve croate di petrolio e gas non saranno sfruttate prima che i cittadini abbiano la possibilità di esprimere la loro opinione attraverso un referendum», ha spiegato Milanović.

Paolo Gangemi

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