Staccarsi dalla rete elettrica non conviene!

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| Categoria: Energia

La totale autonomia dalla rete costa cara! Questa la conclusione emersa dalla ricerca del RSE che ha analizzato  se rinunciare alla  connessione alla rete elettrica  (grid defection) sia vantaggioso dal punto di vista economico.

I ricercatori del RSE (Ricerca Sistema Energetico) hanno preso come riferimento  sia le  tariffe elettriche attuali che quelle corrispondenti alle varie opzioni di riforma; considerato le varie tipologie di utenza (residente o non residente, più o meno energivora) e simulato il funzionamento di varie configurazioni impiantistiche in grado di soddisfare con continuità il 100% del fabbisogno elettrico e termico (in alcuni casi). Inoltre ha valutato le tecnologie di generazione distribuita ad oggi più mature e potenzialmente più competitive dal punto di vista economico per le applicazioni residenziali (micro-cogenerazione, solare fotovoltaico, sistemi di accumulo).

“I risultati – commentano i ricercatori di RSE – indicano che, con gli attuali costi d’acquisto dei componenti, nessuna delle configurazioni impiantistiche presenti sul mercato appare in grado di raggiungere un COE (Cost Of Electricity, ossia il costo di generazione del kWh elettrico calcolato sull’intera vita utile dell’impianto) che giustifichi economicamente un’azione di grid defection”.

Staccarsi dalla rete elettrica risulta particolarmente svantaggioso per le cosiddette seconde case, dove la defection grid  e l’utilizzo di un micro-cogeneratore alimentato a gas – soluzione più vantaggiosa tra quelle analizzate –  comporta  un aggravio insostenibile dei costi, in quanto i consumi risultano troppo ridotti  rispetto ai costi iniziali di investimento.

La configurazione impiantistica più conveniente è quella costituita da generatore fotovoltaico, sistemi di micro cogenerazione e batterie, anche se il COE relativo a tali sistemi rimane  elevato –  tra 0,60 e 0,27 euro/kWh –  a fronte di valori compresi tra 0,18 e 0,25 euro/kWh per l’acquisto da rete.

Ma le cose – precisa RSE  – probabilmente miglioreranno nei prossimi 10/15 anni, considerando che i sistemi di accumulo elettrochimico e di micro cogenerazione potrebbero essere oggetto di una sensibile riduzione del costo di acquisto (-20/30%) . In questo caso il costo di generazione potrebbe diventare più competitivo  e scendere intorno a 0,21 e 0,22 euro/kWh.

 

 

 

 

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