Riscaldamento rinnovabili

Germania: più fonti rinnovabili per il riscaldamento

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| Categoria: Energia

Oltre alla produzione di elettricità, la Germania punta sulle fonti rinnovabili per il riscaldamento e il condizionamento di abitazioni e uffici: impianti di riscaldamento solari e a biomasse, ma anche pompe di calore alimentate da elettricità “pulita”.

L’11 marzo il Ministero tedesco dell’economia e dell’energia, come riporta un comunicato, ha varato nuove norme sugli incentivi per l’uso di fonti di energia rinnovabili per il riscaldamento e il condizionamento: un settore che arranca rispetto a quello elettrico. Mentre infatti la produzione di elettricità da fonti rinnovabili in Germania galoppa (è arrivata al 25,4% del totale nel 2013 e al 27,8% nel 2014, secondo i dati dello stesso Ministero), per quanto riguarda il riscaldamento la percentuale è ancora al 9,9%. Una cifra che il governo vuole far salire fino al 14% entro il 2020.

In seguito all’incidente di Fukushima dell’11 marzo 2011, il governo del cancelliere Angela Merkel ha presentato l’Energiewende, cioè la transizione energetica. La prima misura stabilita è stata la decisione di chiudere tutte le centrali nucleari entro il 2022, con un disavanzo di energia da colmare appunto con le fonti rinnovabili. Finora però il loro contributo, per quanto in crescita spettacolare, si è rivelato insufficiente a coprire anche solo la chiusura dei primi 8 reattori nucleari (sui 17 totali): è aumentata la produzione di energia degli impianti termoelettrici alimentati da fonti fossili, e di conseguenza sono aumentate le emissioni di gas serra.

Per rimediare il governo ha annunciato lo scorso dicembre un piano per tagliare di 78 milioni di tonnellate le emissioni di anidride carbonica entro il 2020. È in questo contesto che rientra il nuovo programma, che prevede uno stanziamento di oltre 300 milioni di euro all’anno e riguarda sia gli impianti di riscaldamento autonomi, sia quelli di grandi dimensioni, sia le infrastrutture per il teleriscaldamento, oltre a introdurre nuovi criteri per l’efficienza energetica.

Paolo Gangemi

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