Rifiuti: successi dell’industria italiana all’estero

Webmaster
| Categoria: Ambiente | Energia | Innovazione

È di pochi giorni fa la notizia della multa affibbiata dalla Corte Europea all’Italia per le inadempienze nella gestione dei rifiuti. Una multa che dovrebbe essere pagata in silenzio, rimboccandosi le maniche e vergognandosi un po’, anche solo un pochino. Da noi, invece, l’interesse quasi esclusivo è stato per l’importo della multa: una cifra che effettivamente non è da ridere, per quanto non sia nemmeno tale, di per sé, da far prevedere una improvvisa accelerazione della politica, né tantomeno un qualche ripensamento da parte di quei comitati locali che, in tema di rifiuti, non vogliono né questo né quello e trovano normale che li si spedica in Germania per farli smaltire.

Comunque la multa è di 40 milioni di euro, più altri 42,8 milioni ogni sei mesi di ulteriori ritardi, fino a quando continuerà lo stato di infrazione per le discariche abusive, per i siti chiusi ma mai bonificati e per i mancati controlli sui rifiuti pericolosi.
È dal 2007 che la Corte di Lussemburgo ci ha dichiarato inadempienti, chiedendoci di adeguarci alla direttiva comunitaria sullo smaltimento di rifiuti. Nell’aprile 2013 è intervenuta la stessa Commissione sottolineando che non erano state adottate le misure richieste dalla sentenza del 2007, e in particolare che c’erano ancora non meno di 218 discariche in 18 regioni non conformi alla direttiva.

Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, è ottimista: finirà che della multa non pagheremo un euro. Si tratta infatti di un evidente errore, spiega il ministro, visto che «le 218 discariche contestate nel 2013 si sono oggi ridotte a 45. Con la legge di stabilità 2014 sono stati stanziati 60 milioni di euro per un programma straordinario che consentirà di bonificarne 30, anche attraverso accordi di programma sottoscritti in questi giorni con Abruzzo, Veneto, Puglia e Sicilia. Le restanti 15 discariche abusive saranno bonificate con un ulteriore impegno di 60 milioni di euro».

Sinceramente non ci è del tutto chiaro cosa intenda il Ministro: se cioè ritiene che la situazione delle discariche sia ormai “quasi” del tutto sotto controllo o cosa. Perché in generale l’impressione non è questa, se è vero che le discariche dovrebbero essere se non proprio del tutto eliminate, almeno ridotte a metodo di smaltimento marginale.
Secondo il Rapporto dell’Ispra 2014, nel 2013 erano ancora attive 180 regolari discariche, dove vengono smaltite 11 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 37% di tutti quelli prodotti. Una quantità non proprio marginale, anche se indubbiamente enormi progressi sono stati compiuti negli ultimi anni.

 

L’italiana Entsorga gestirà i rifiuti in West Virginia

Tra le molte cose che non vanno, e le moltissime che vanno con eccessiva lentezza, va segnalato il costante progresso dell’industria nazionale in termini di sviluppo di tecnologie nuove e avanzate. Con risultati spesso molto apprezzati anche all’estero.

È il caso, per fare solo uno degli esempi più recenti, della piemontese Entsorga, che nei giorni scorsi si è aggiudicata la lunga gara per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani della contea americana di Berkeley, nel West Virginia. I giornali locali hanno parlato di “rivoluzionaria proposta italiana” per la gestione dei rifiuti della contea.

L’impegno di Entsorga è di trattare dal 65 al 75% dei rifiuti dei 150.000 abitanti la contea, e per farlo realizzerà un nuovo impianto di termovalorizzazione HeBIOT. Acronimo che sta per High-efficiency biological treatment (trattamento biologico ad alta efficienza), una tecnologia brevettata dalla ditta italiana che trasforma i rifiuti in un combustibile assimilabile al carbone, e poi li brucia ma con minori emissioni. L’impatto ambientale dell’impianto HeBIOT è stato verificato tanto dalle autorità per la protezione ambientale del West Virginia, quanto dall’EPA, l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente che ne negli ultimi anni ha dato una decisa stretta alle normative sulle emissioni.

Data la decisione dell’Amministrazione Obama di ridurre l’utilizzo del carbone per dare un taglio alle emissioni Usa – ha spiegato Clint Hogbin, presidente dell’Authority per i rifiuti della Berkeley County – il riciclaggio e la combustione dei rifiuti tramite tecnologie come quella sviluppata dalla società italiana è un’opzione valida non solo per il West Virginia, ma per l’intero Paese.

[Gian Maria Volpicelli]

Facebookgoogle_plusFacebookgoogle_plus

twitterlinkedinmailtwitterlinkedinmail

Tags: , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

*