Rifiuti discarica vs termovalorizzazione

Rifiuti: la termovalorizzazione è il minor male?

Webmaster
| Categoria: Energia | Sviluppo sostenibile

In questi giorni molte voci dell’ambientalismo italiano sono impegnate in una totale opposizione alla ipotesi governativa di di chiudere il ciclo dei rifiuti tramite nuovi inceneritori: Rifiuti zero, altro che nuovi inceneritori, lo slogan più diffuso. Molte voci, ma non tutte: diversa, per esempio, la posizione espressa dall’associazione ambientalista Amici della Terra.

Il tema è d’attualità visto che domani 9 settembre a Cremona si terrà la Conferenza Stato-Regioni proprio per approvare il decreto attuativo dell’articolo 35, parte integrante del Decreto Sblocca Italia. Decreto che prevede  la possibilità di costruire 12 nuovi impianti di termovalorizzazione e di utilizzare quelli già esistenti al massimo della loro potenza.

In un contesto di voci contrarie, il presidente di Amici della Terra,  Monica Tommasi, ha commentato positivamente lo schema di decreto, ritenendolo un primo passo positivo (seppur in grave ritardo) verso una buona gestione dei rifiuti urbani e auspicandone la rapida approvazione.

 

Gli amici della Terra a favore della termovalorizzazione

 

«La dotazione infrastrutturale di inceneritori indicata dallo schema di decreto ministeriale emanato dal Governo – ha affermato –  costituisce la premessa per il conseguimento stabile dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata e soprattutto dell’obiettivo del 50% di effettivo riciclaggio del rifiuto differenziato. Lo dimostrano i dati delle gestioni più avanzate in Italia (Lombardia, Emilia Romagna, Trento e Bolzano) e in Europa (Austria, Germania, Svezia, Olanda, Danimarca)».

Ed ancora, secondo gli Amici della Terra, chi si oppone alla realizzazione degli inceneritori in nome del cosiddetto “rifiuti zero” si rende complice del processo di degenerazione del sistema di gestione dei rifiuti basato sull’uso abnorme delle discariche e sull’esportazione dei rifiuti, compresi i danni e i costi che ciò implica.

Gli inceneritori, dunque, vanno fatti e fatti bene, nel rispetto di tutti i vincoli ambientali, di tutela della salute umana e dei principi di gestione trasparente e concorrenziale. Secondo lo schema del Decreto i nuovi impianti da realizzare e quelli da potenziare dovranno essere in grado di trattare un totale di 2.500.000 tonnellate di rifiuti all’anno.

Anche perché ancora oggi ci sono regioni – parliamo della Sicilia, regione più grande d’Italia e la quarta più popolata –  dove non esiste nessun tipo di impianto per il trattamento dei rifiuti, ma solo discariche. Tanto per fare un paragone la Lombardia, più popolosa ma paragonabile per estensione, ha ben 13 inceneritori, contando solo quelli in esercizio.

Critiche sono rivolte da Amici della Terra agli enti locali: «soprattutto, la paura degli amministratori di affrontare il tabù dell’incenerimento ha consentito l’avvio e la crescita dello scandaloso fenomeno dell’esportazione dei rifiuti urbani all’estero da parte delle realtà italiane più arretrate, Capitale compresa».
Il No agli inceneritori è infatti uno dei fenomeni di contestazione più incardinato nel nostro Paese, sul quale sindaci, regioni e politica locale hanno sempre percepito un forte rischio dissenso e non è difficile individuare in questo continuo braccio di ferro tra interessi locali e nazionali un elemento di responsabilità per il ritardo in cui l’Italia versa su questo, come su altri fronti.

La figura sotto confronta la gestione dei rifiuti urbani nei principali Paesi UE, secondo i dati riportati nell’ultimo rapporto di settore dell’ISPRA.

Gestione-rifiuti-Europa_Enerblog_140917

Confronto tra la gestione dei rifiuti urbani nei principali Paesi UE.
I dati, relativi al 2012, sono espressi in quote percentuali e sono tratti da ISPRA, “Rapporto sui rifiuti urbani 2014″

 

Per saperne di più:

Rifiuti e recupero energetico: chiudere il cerchio è possibile
A Lucca la gestione dei rifiuti è smart grazie alla tecnologia RFID
Rifiuti: successi dell’industria italiana all’estero

 

Facebookgoogle_plusFacebookgoogle_plus

twitterlinkedinmailtwitterlinkedinmail

Tags: , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

*