raccolta differenziata

Raccolta differenziata: primi risultati positivi

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| Categoria: Ambiente

Anche se con  6 anni di ritardo, nel 2014 l’Italia ha raggiunto l’obiettivo del 45,2% di raccolta differenziata (13,4 milioni di tonnellate), con un incremento  del 3% rispetto al 2013. Nonostante ciò, comunque, continua a finire in discarica il 31% dei rifiuti urbani prodotti.

Un’altra buona notizia:  secondo i dati del Rapporto Rifiuti Urbani dell’ISPRA – presentato in questi giorni a Roma – si riduce il divario nella raccolta differenziata tra le aree del Paese.

Ad  aver migliorato le proprie prestazioni sono soprattutto le regioni del centro  che hanno messo a segno un aumento percentuale dell’11,7% (+283 mila tonnellate); mentre al sud la crescita si è fermata al + 7,5% (+203 mila tonnellate) e al nord al  5,6% (+412 mila tonnellate).

Le regioni in cui la percentuale di raccolta differenziata è stata maggiore sono Veneto (67,6), Trentino Alto Adige (67%) e Friuli Venezia Giulia (60,4%); mentre in fondo alla classifica troviamo Calabria (18,6%) e Sicilia (12,5%).

In termini di produzione di rifiuti, dopo un triennio in cui si era osservata una loro riduzione (-8,9%),  si  è invece registrata una ripresa (+0,3% sul 2013). In realtà la generazione di rifiuti è aumentata  al nord,  mentre centro e sud confermano ancora il trend in calo. Le regioni in cui si sono prodotti  più rifiuti pro-capite sono l’Emilia Romagna (636 kg/anno), Toscana (601 kg), Liguria (568 kg) e Valle d’Aosta (565 kg). Quelle in cui se ne sono prodotti di meno Basilicata (349 kg), Molise (387 kg), Calabria (410 kg) e Sardegna (436 kg).

Cresce anche la percentuale di rifiuti riciclati, per i quali la direttiva 2008/98/CE prevede un target del 50% da raggiungere  entro il 2020.Per il monitoraggio di detto indicatore, l’Italia ha scelto di adottare la metodologia che calcola la percentuale di riciclaggio di rifiuti urbani costituiti da carta, metalli, plastica e vetro e altri singoli flussi di rifiuti domestici e simili, estendendone l’applicazione anche al legno e alla frazione organica. Nel 2014, seguendo questa metodologia, la percentuale di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio è  risultata  pari a 45,2% con un aumento di 3,4 punti percentuali rispetto al 2013.

 

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