Plastica

Come sostituire le confezioni di plastica? Con l’aiuto dei crostacei

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| Categoria: Innovazione

Da corazze dei crostacei a involucri per il cibo: in futuro gli alimenti potranno essere confezionati con materiali ecologici e senza bisogno della plastica, uno dei principali agenti inquinanti per l’ambiente (terrestre e marino). La novità è frutto di una ricerca condotta presso l’Università dei Paesi Baschi, che ha ideato un innovativo strumento di imballaggio dei cibi basato sull’utilizzo di pellicole di chitosano.

Il chitosano è uno dei costituenti chimici principali della corazza di alcuni crostacei (detta anche esoscheletro), come granchi e gamberi. Le pellicole stese dopo l’estrazione in laboratorio del chitosano dagli esoscheletri dei crostacei si sono dimostrate molto efficaci per confezionare alimenti: in particolare, sono state utilizzate come involucro per le carote. Lo studio ha concluso che l’uso di questo tipo di imballaggio è molto efficace per la conservazione del cibo, oltre al fatto che è del tutto naturale. Inoltre, le pellicole di chitosano si sono dimostrate particolarmente resistenti e durature nel tempo.

La ricerca si sta indirizzando sempre di più sulle alternative all’utilizzo della plastica, ancora largamente utilizzata per confezionare i prodotti alimentari. Il problema principale della plastica nell’ambiente è il suo smaltimento: le bottiglie e gli altri prodotti in plastica si degradano in un tempo compreso tra i 100 e i 400 anni. Al contrario, pellicole di materiale come il chitosano sono biodegradabili.

La plastica è fra i principali agenti inquinanti, soprattutto negli ambienti marini. Tra i quali quelli italiani: Legambiente ha recentemente riportato che nell’estate del 2014 per ogni chilometro quadrato di mare c’erano fino a 27 rifiuti nel Mar Adriatico e 26 nel Tirreno. Di questi rifiuti, il 90% erano di plastica.

Pierpaolo de Flego

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