Paglia e scarti del legno: la nuova frontiera dei biocarburanti

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| Categoria: Sviluppo sostenibile

Buone notizie dal mondo dei biocarburanti. Un gruppo di scienziati della Biotechnology and Biological Sciences Research Council (BBSRC, uno dei maggiori Centri di ricerca della Gran Bretagna sulle bioscienze) ha identificato alcune specie di paglia che potrebbero rilevarsi importanti nella produzione di carburanti non derivati da combustibili fossili.

Lo studio, pubblicato nell’ultima edizione del Proceedings of the National Academy of Sciences USA, dimostra come la produzione di carburanti sostenibili a partire da scarti di colture alimentari possa avere costi di produzione flessibili e convenienti. Viene inoltre confermato che il processo potrebbe preservare le coltivazioni alimentari e limitare l’impatto delle emissioni di carbonio sul riscaldamento globale.

Questo genere di combustibili può essere realizzato a partire da sottoprodotti come la paglia, la quale è facilmente (ed economicamente) scomponibile in zuccheri semplici da cui ricavare combustibili ecologici a base di etanolo. Materiali di scarso valore come la paglia, ramaglie e residuati delle lavorazioni forestali potrebbero rappresentare quindi una valida alternativa per la produzione di energia pulita.

Secondo Il professor McQueen-Mason, direttore del gruppo di ricerca, «Questo lavoro pone le basi per una produzione di carburanti sostenibili ed economici, in grado di sopperire alle esigenze dei Paesi in via di sviluppo. L’utilizzo di sottoprodotti come la paglia offre un doppio vantaggio: non solo si può prelevare la parte commestibile dalla pianta, ma si può anche utilizzare parte della stessa per produrre un combustibile che sia Carbon Neutral ». Risparmio ed efficienza quindi, nonché ridotto impatto inquinante.

Giada De Sanctis

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