Legno

Legno: bruciarlo sì, ma ad alte temperature

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| Categoria: Ambiente | Energia

Il legno è una fonte di energia e di calore sempre più utilizzata, anche in Europa. Ma la combustione produce polveri molto dannose sia per l’ambiente (in particolare per la qualità dell’aria), sia per la salute pubblica, in quanto la loro inalazione genera problemi respiratori e cardiaci: disturbi che provocano circa 350.000 vittime all’anno solo in Europa.

In effetti la dannosità dipende molto dal tipo di combustione. Uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi e finlandesi dal titolo “Real-Time Chemical Composition Analysis of Particulate Emissions from Woodchip Combustion”, ha analizzato e valutato la composizione delle polveri derivate dalla combustione del legno e le sue probabili conseguenze sanitarie e ambientali. In particolare, si è concentrato sul livello di emissioni in tre stadi di combustione: efficiente (ad alte temperature), intermedia e fumante (a basse temperature), al fine di valutare in quale di questi il pericolo di emissioni fosse maggiore.

È emerso che il mantenimento della combustione del legno ad alte temperature porta a una diminuzione delle emissioni di polveri dannose. Lo studio suggerisce quindi che, soprattutto a livello di grandi produzioni industriali, gli impianti per la combustione debbano essere progettati in modo che questo processo venga mantenuto ad alte temperature, diminuendo così le ricadute sull’ambiente e sulla salute pubblica.

Negli ultimi anni la domanda di legno come combustibile è in continua crescita. In particolare in Europa: secondo i dati della U.S. Energy Information Administration (Eia), tra il 2012 e il 2013 le esportazioni di trucioli di legno per la produzione energetica dagli Stati Uniti all’Europa sono più che raddoppiate (da circa 14 milioni di tonnellate a quasi 30 milioni di tonnellate). Il maggiore importatore è stato il Regno Unito, che ha ricoperto il 59% delle importazioni totali.

Pierpaolo de Flego

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