Internet of Things può far crescere il nostro Pil dell’1,1%

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| Categoria: Innovazione

Entro il 2020 nel mondo l’Internet of Things (IoT) potrebbe avere un mercato pari a 7 mila miliardi di dollari per poi nel giro di altri 8-9 anni arrivare a 15 mila miliardi.

Per quanto riguarda l’Italia, l’IoT potrebbe arrivare a rappresentare una crescita dell’1,1% del Pil.

Un comparto trainante dunque in termini aumento di produttività, di crescita economica e occupazionale. Ma non solo.

Con questi numeri infatti l’IoT potrebbe rivelarsi determinante anche come strumento di efficienza energetica e, quindi, un’arma decisiva contro i cambiamenti climatici.

Entro la fine del decennio, grazie alle tecnologie per la connessione fra gli oggetti, potremo ridurre le emissioni di gas serra di oltre 9 miliardi di tonnellate all’anno. Unacifra pari a oltre il 18% delle emissioni annue globali nel 2011, e più della CO2 emessa nel 2010 da USA  e India messi insieme (cioè il secondo e il terzo Paese nella classifica mondiale delle emissioni).

A quantificare le potenzialità dell’IoT è stata un’associazione denominata Carbon War Room (con riferimento alle Cabinet War Rooms da cui Churchill conduceva la guerra contro i nazisti).

Ma in pratica, com’è possibile che l’IoT riduca le emissioni di gas serra in maniera così rilevante? Tanto per fare qualche esempio: le “smart cars” connesse fra loro potranno scegliere in tempo reale i percorsi meno trafficati; i produttori di energia ottimizzeranno la generazione elettrica grazie alle smart grids; gli impianti di condizionamento si potranno regolare in anticipo in base alle previsioni meteorologiche.

Infine l’apporto della domotica dove le numerosissime  soluzioni IoT permetteranno di avere entro 4-5 anni una casa iper-connessa e molto efficiente in termini di consumi energetici.

 

[Gian Maria Volpicelli]

 

Per approfondire:

Winning with the Industrial Internet of Things

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