Le innovazioni terrestri che arrivano dallo spazio

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| Categoria: Innovazione

Il 12 Novembre 2014 l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) con la Missione Rosetta ha mandato nello spazio, per la prima volta nella storia dell’umanità, una sonda sulla superficie di una cometa vecchia 4,5 miliardi di anni, dandoci la possibilità di indagare meglio sulle origini del nostro Sistema solare.

Nonostante la ricerca spaziale abbia fatto passi da gigante, ad oggi le principali fonti di energia per i rover spaziali sono le fonti nucleari, considerate però pericolose.

La Spagna ha invece concepito un sistema di alimentazione molto più semplice e molto più efficace, basato sulla tecnologia delle “lenti di Fresnel”, già in fase di sperimentazione industriale in vari Paesi. Tali lenti sono in grado di imprigionare molta più energia solare rispetto, per esempio, ai comuni pannelli solari, riscaldando particolari materiali in grado di far funzionare un piccolo motore esotermico, che genera energia elettrica.

La macchina realizzata dall’Università della Catalogna utilizza due differenti sistemi di produzione dell’energia, afferma il prof. Ricard Gonzalez- Cinca: «Il primo modo consiste nella raccolta di materiale lunare, come frammenti di regolite che contengono alluminio, per trasformarli in una massa termica che viene riscaldata dall’energia del Sole. Così la massa trasmette il calore all’intera struttura. Il secondo modo è basato su un sistema di specchi che convertono i raggi solari su un tubo pieno di liquido. Questo liquido viene poi riscaldato, vaporizzato e trasformato in massa termica.»

Questa scoperta potrebbe essere utile in futuro: ad esempio per riscaldare gli spazi chiusi destinati agli astronauti durante le missioni lunari e proteggerli così dalle gelide notti lunari che durano 14 giorni e durante le quali le temperature scendono anche a 150° sotto lo zero. In queste condizioni gli unici supporti energetici utilizzati finora sono stati quelli nucleari, molto ingombranti per i movimenti dei rover e potenzialmente rischiosi per gli astronauti, già sottoposti ad elevate dosi di radiazione cosmica.

Si sono già registrate molte manifestazioni d’interesse per la scoperta da parte delle varie agenzie spaziali: soprattutto perché queste nuove innovazioni sono di forte interesse nel campo delle rinnovabili e potrebbero trovare applicazione anche nelle tecnologie terrestri.

 

Stefano La Mendola

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