Gaza

A Gaza l’energia solare assicura l’elettricità all’ospedale

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| Categoria: Sviluppo sostenibile

La striscia di Gaza: un lembo di terra definito a volte “una prigione all’aria aperta”, teatro di frequenti atti di ostilità e violenza. Ma anche terra di sostenibilità: sul tetto del Jenin Charitable Hospital un sistema a pannelli solari alimenta tutto l’ospedale dallo scorso novembre e verrà ufficialmente presentato a fine febbraio al Cairo, in occasione di un seminario sull’assistenza al popolo palestinese delle Nazioni Unite.

Il sistema consta di 176 pannelli, è attivo per 17 ore al giorno (dalle sette del mattino a mezzanotte) e garantisce un totale di 76.000 kWh di energia elettrica all’anno. L’ospedale è nel quartiere di Shijajia, uno dei più poveri e martoriati dai bombardamenti della scorsa estate. Il progetto è stato avviato e portato avanti da Sunshine4Palestine, un’organizzazione non governativa che opera a Gaza e vede coinvolti diversi addetti ai lavori perlopiù italiani.

Il grande vantaggio è che i pannelli solari assicurano l’autonomia energetica dell’ospedale, ovviando a uno dei problemi più gravi che affligge tutta la striscia di Gaza: la carenza di energia elettrica. Dall’installazione del primo modulo nel gennaio del 2014, il Jenin Charitable Hospital ha potuto aumentare del 170% il numero di pazienti accolti e fornire un polo sanitario sicuro e funzionale per una comunità di più di 200.000 persone del quartiere di Shijajia e di quelli limitrofi.

Ma l’impegno di Sunshine4Palestine non finisce qui: il prossimo passo è la promozione di soluzioni innovative per fare fronte alla carenza di disponibilità idrica, un altro problema molto gravoso a Gaza. Il principale obiettivo è la riqualificazione degli impianti di desalinizzazione già esistenti con l’utilizzo di nuove tecnologie e la conversione dell’alimentazione degli impianti al fotovoltaico. Con questi miglioramenti, ogni centro di desalinizzazione potrà garantire acqua potabile a 5000-6000 persone.

Pierpaolo de Flego

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