Fotovoltaico trasparente

Fotovoltaico: ecco le ultime dalla ricerca nel settore

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| Categoria: Energia | Innovazione

Fotovoltaico sempre più efficiente, economico e versatile: è l’obiettivo della ricerca scientifica, per fare in modo che l’energia del sole diventi finalmente un’alternativa concreta e su larga sala alle fonti fossili.

Il fronte più promettente dell’innovazione è la perovskite: un minerale che si può usare nei pannelli solari al posto del silicio e che, in pochi anni, ha raggiunto livelli di efficienza per i quali ai dispositivi tradizionali erano occorsi decenni. Al momento il record del fotovoltaico appartiene ancora al silicio, con un’efficienza massima del 26% contro il 20% della perovskite, ma il divario si sta riducendo e soprattutto i pannelli di perovskite sono molto più economici.

Un articolo pubblicato su Nature Physics da ricercatori dell’Università del Texas a Dallas e dello Utah ha osservato e analizzato gli effetti dei campi magnetici sulle celle fotovoltaiche di perovskite: uno studio che potrebbe permettere di migliorare ulteriormente le prestazioni.

Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) ha invece sviluppato un pannello fotovoltaico definito “a tandem“, in cui cioè sono associati uno strato di silicio e uno di perovskite. Il vantaggio è che i due strati sovrapposti assorbono una maggiore varietà di fotoni: lo strato superiore, di perovskite, assorbe i fotoni a più alta energia, mentre lascia passare quelli a bassa energia, che vengono poi assorbiti dallo strato inferiore di silicio.

Intanto la società americana Ubiquitous Energy sta mettendo a punto un pannello fotovoltaico trasparente (a differenza di quelli tradizionali, tutti piuttosto scuri): la strada è ancora lunga, ma il progetto ha già ricevuto l’apprezzamento da parte del Fraunhofer Center for Sustainable Energy Systems, della National Science Foundation, oltre che dello stesso Mit, e più recentemente quello della Bloomberg. In futuro, i pannelli trasparenti potranno essere applicati alle finestre degli edifici, ma anche sugli schermi degli smartphone, che potranno quindi ricaricarsi da soli una volta esposti al sole.

Anche l’Italia partecipa al progresso del fotovoltaico. L’Enea ha partecipato al progetto europeo “FP7-Sophia-European PV Research Infrastuctures”, nel corso del quale è stata sviluppata una piattaforma digitale, chiamata SOPhi@webinar, per coordinare e condividere le ricerche tecnologiche fra le comunità scientifiche di tutto il mondo.

Paolo Gangemi

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