Cosa fa l’Europa per adattarsi ai cambiamenti climatici

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| Categoria: Clima

La necessità di adattarsi ai cambiamenti climatici – individuando strategie che riducano danni e rischi – è ormai entrata nell’agenda politica della maggior parte dei Paesi europei.

 

Sono 3 su 4 i paesi UE che hanno come tema centrale della loro agenda politica l’adattamento ai cambiamenti climatici, spinti sia dal verificarsi di eventi meteorologici estremi, sia dalla volontà di rispettare le direttive UE emanate al riguardo. Ma anche dalla consapevolezza che il mancato adattamento produce comunque danni rilevanti.

Questo quanto emerge dall’indagine “National adaptation policy processes in European countries – 2014” pubblicato dalla European Environment Agency (EEA) che ha raccolto e analizzato le risposte dei paesi UE su quanto stanno facendo al riguardo per fronteggiare i rischi e gli impatti derivanti dai cambiamenti climatici. Purtroppo se la consapevolezza sulla necessità di agire è ampiamente diffusa, c’è ancora molto da fare.

 

paesi ad oggi dotati di una strategia nazionale di adattamento sono 21,  ma sono solo 13 quelli che dalla carta sono passati all’azione concreta, implementando specifiche politiche di adattamento. Solo pochi virtuosi poi hanno sviluppato programmi di monitoraggio per valutare i progressi compiuti. I principali ostacoli indicati dai Paesi che rallentano il passaggio ad azioni concrete sono: la scarsità di risorse, sia economiche che tecnologiche.  Ma anche una certa incertezza sulla reale entità  dei futuri cambiamenti climatici e alle “poco chiare responsabilità” sul chi deve fare cosa.

 

Gian Maria Volpicelli

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