etichetta energetica

Etichetta energetica…etichetta furbetta?

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| Categoria: Energia

Quasi un elettrodomestico su 2 risulta venduto senza etichetta energetica o con un’etichetta scorretta. Questo quanto emerso dall’indagine realizzata da Legambiente in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino (Etichetta furbetta)  per verificare la corretta applicazione delle etichette energetiche in Italia su frigoriferi, congelatori, cantinette per vino, televisori, lavatrici, lavastoviglie, lampadine, condizionatori, forni elettrici e a gas, asciugatrici, lavasciuga, aspirapolveri, e anche cappe aspiranti che da quest’anno hanno la loro etichetta.

La ricerca si inserisce nel progetto pilota Marketwatch, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Intelligent Energy for Europe,  che unisce sedici realtà della società civile che vanno ad affiancare le istituzioni nel settore del controllo di mercato a livello europeo nel campo delle etichette energetiche.

In pratica sono stati controllati 4637 elettrodomestici presenti in 12 punti vendita tradizionali e 12 punti vendita online, privilegiando le tipologie di  punti vendita più critici, quali supermercati e negozi di mobili e complementi di arredamento.

I  negozi di arredo si confermano quelli con il più altro grado di non conformità (53%), mentre uno dei due supermercati visitati presenta la più alta percentuale di mancata etichettatura (77%).

Gli elettrodomestici dove più facilmente è stata riscontrata la mancanza di etichetta sono gli aspirapolvere (32% venduti del tutto privi di  etichetta),  i televisori (18%) e le cappe aspiranti (1 su 2 senza etichetta). La categoria migliore, invece, è rappresentata dalle lavastoviglie: meno del 2% è senza etichetta.

“Le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica – dichiara Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente – sono di notevole importanza per il clima e particolarmente simboliche alla vigilia della COP di Parigi. Se venissero correttamente applicate, il taglio annuale alle emissioni di CO2 sarebbe di circa 500 milioni di tonnellate, cioè l’1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Inoltre, la loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia.

Il fatto è che – come dimostra l’indagine – queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore.

Il problema è ancora più grave nell’on line dove le etichette non sono risultati conformi nel 77% dei casi; inoltre molti siti ancora non si sono adattati alla normativa che prevede l’obbligatorietà delle etichette anche online.

Anche qui tra le categorie di prodotto meno virtuose ritroviamo le cappe aspiranti (89% non conformi),  televisori (75%) e forni (64%).

 

 

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