Entro il 2050 la popolazione crescerà di 2,5 miliardi

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| Categoria: Ambiente

Nel 1957 gli abitanti delle città di tutto il mondo erano 746 milioni, circa il 26% del totale; neanche 60 anni dopo, nel 2014, il numero è salito a 3,9 miliardi: più di metà della popolazione mondiale. La crescita è da capogiro e non sembra frenare. Secondo un documento delle Nazioni Unite, entro il 2050 la popolazione nei centri urbani aumenterà di 2,5 miliardi rispetto a oggi.

Per il 2050 è stimato che la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi di persone e già entro il 2045 quella urbana dovrebbe superare i 6 miliardi. La crescita maggiore avverrà nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto asiatici e africani: in India è previsto che il numero di abitanti delle città aumenti di 404 milioni, in Cina di 292 milioni e in Nigeria di 212 milioni.

Inoltre, ci sarà un sostanziale aumento delle cosiddette megalopoli, o “mega città”, cioè nuclei urbani superiori ai 10 milioni di persone: negli ultimi 25 anni (dal 1990 a oggi) il numero è cresciuto da 10 a 28 in tutto il mondo (16 in Asia, 4 in America Latina, 3 in Africa, 3 in Europa e 2 in Nord America); entro il 2030 è probabile che salga a 41. Attualmente la più grande megalopoli è Tokyo, con 38 milioni di abitanti, dove per il 2030 è previsto un leggero calo a 37 milioni. La crescita investirà, invece, altre città come Nuova Delhi, che passerà da 25 milioni a 36 milioni di persone già entro il 2030.

In quanto alle popolazioni rurali, è previsto un leggero declino nei prossimi decenni: attualmente ammontano a 3,4 miliardi di persone, ma la cifra è destinata a scendere a 3,1 miliardi entro il 2050.

Il fenomeno di urbanizzazione richiederà un’attenta gestione e politiche sostenibili in tutti i settori più importanti: dei trasporti, dell’energia, dell’istruzione, della salute e del lavoro. Il rischio principale, sottolineato anche da John Wilmoth, direttore della divisione per la popolazione del Dipartimento per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite, è che i Paesi dove la crescita sarà più grande non si mobiliteranno per sviluppare delle politiche idonee a fronteggiarla: «La cosa di cui più aver paura è che i governi non si rendano conto che questa crescita sta avvenendo. La loro disattenzione porterebbe alla formazione di agglomerati e baraccopoli che comprometterebbero lo sviluppo sostenibile delle città».

Ma non solo: senza una gestione sostenibile, soprattutto dell’energia, le conseguenze potrebbero essere negative anche sull’ambiente. Come sottolineato dai dati dell’Ocse, una maggiore richiesta di energia, soprattutto da parte dei nuclei urbani dove si concentrerà circa il 70% della popolazione, porterebbe a un aumento notevole delle emissioni (circa il 50%) e delle temperature medie (dai 3 ai 6 gradi in più rispetto ai livelli preindustriali), nel caso non venissero utilizzate in prevalenza fonti rinnovabili.

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