Energia 2014: domanda in flessione in tutto il mondo

Energia 2014: continua la crescita, ma a ritmi molto rallentati

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| Categoria: Energia

La pubblicazione ieri delle più recenti statistiche energetiche della BP consente di fare il punto sull’andamento energetico del 2014. Un anno davvero di rilievo per tutti i principali parametri energetici: prezzi, mix di combustibili, emissioni.
Tutte le cifre riportate nel seguito sono di fonte BP Statistical Review of World Energy 2015.

Ricordiamo che i dati BP fanno riferimento solo ai prodotti e ai vettori energetici che vengono commercializzati. Quindi non comprendono le biomasse naturali che sono direttamente raccolte e bruciate dagli oltre 2 miliardi di abitanti più poveri del pianeta e che l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), stima in circa 1 miliardo di tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

Il quadro generale è di ulteriore crescita. I consumi mondiali di energia 2014 hanno infatti toccato il nuovo record storico, con 12,9 miliardi di tep, in aumento dello 0,9% rispetto ai 12,8 miliardi del 2013.

I maggiori consumi hanno riguardato tutte le fonti di energia, nessuna esclusa:
petrolio + 0,8%
carbone +0,4 %
gas + 0,4%
nucleare +1,8%
idroelettrico + 2%
altre fonti rinnovabili + 12%

Tuttavia l’aumento complessivo del +0,9% indica un forte rallentamento nell’andamento della domanda, che nell’ultimo decennio è aumentata in media del 2,1% l’anno. La cosa è anche più evidente se si considera che lo sviluppo economico del 2014 è stato lo stesso del 2013, quando però la domanda di energia è aumentata del 2%.

Nei Paesi industrializzati la domanda ha registrato una flessione di -0,9%, come risultante di un aumento negli Usa (+1,2%) e di una riduzione in Giappone (-3%) e nell’Unione Europea (–3,9%).

Per la UE si tratta del secondo maggiore calo di sempre, dopo quello successivo alla crisi finanziaria del 2009.  I consumi di energia 2014 nella UE sono scesi ai livelli più bassi dal 1985, con riduzioni che per alcuni Paesi hanno toccato livelli impressionanti: -3,9% Francia, -4,5% Germania, -5,7% Italia, -6,3% Gran Bretagna, fino al -11 e passa % della Slovacchia.

Protagoniste della scena energetica sono quindi state le economie emergenti, però con incrementi molto più contenuti degli anni passati, pari più o meno alla metà della media del decennio. Anche l’incremento dei consumi in Cina (+2,6%) ha registrato il tasso più basso degli ultimi 16 anni.

La debole domanda di energia 2014 – inferiore alle attese nei mercati di tutto il mondo – si è riflessa sui prezzi. In particolare sono diminuiti quelli di petrolio e carbone, mentre i prezzi del gas sono diminuiti in Europa, rimasti stabili in Asia e aumentati in Nord America.

Anche le emissioni di CO2 hanno seguito il trend generale, con un aumento (+0,5%) che è stato il debole degli ultimi 16 anni, eccettuata la riduzione registrata a seguito della crisi economica internazionale del 2009.

[Valter Cirillo]

 

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