enciclica Ludato si'

Laudato si’: bellissima enciclica, ma non affronta tutta la realtà

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| Categoria: Opinioni

L’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, pubblicata lo scorso 18 giugno, era già acclamata prima ancora di essere nota.
E a ragione. Perché in assoluto è la prima che si occupa esclusivamente di problemi ambientali e perché oltre alle scontate fonti divine (sacre scritture) e confessionali (dottori della chiesa, altre lettere papali, conferenze episcopali) fa ampio riferimento anche a fonti laiche (Nazioni Unite, in particolare con riferimenti all’Ipcc, anche se il Panel non viene mai citato espressamente, e alla conferenza Rio+20 del 2012, che invece è citata). Perché manifesta una preoccupazione per come vanno le cose che è anch’essa una novità rispetto alla tradizionale visione del creato al servizio dell’uomo. Infine perché lo fa con termini decisamente inusitati per i vocabolari vaticani, quali inquinamento, deterioramento della qualità della vita, cambiamenti climatici, rifiuti, cultura dello scarto, gestione dell’acqua, perdita di biodiversità, Ogm, iniquità planetaria e simili.

E infatti è un coro unanime di lodi per il papa: da Barack Obama che è il capo della principale tra le potenze mondiali che il papa critica, all’ultimo ambientalista, che per altri versi è convinto sostenitore di aborto, matrimoni gay, eutanasia e molto altro che la chiesa condanna.

Indubbiamente l’enciclica Laudato si’  è un importante passo verso un mondo cattolico più consapevole e più partecipe del fatto che l’unico futuro che avremo è quello che costruiremo con le nostre mani giorno per giorno. E se vogliamo che sia sostenibile anche per i nostri figli dovremo per forza costruirlo sostenibile per tutti.

Cosa significhi futuro sostenibile è tutt’altro discorso. Peraltro ancora tutto da fare: se ne parla oramai da decenni senza che sia stato ancora raggiunto un accordo pieno e condiviso su uno solo dei moltissimi punti in discussione.
Anche da questo punto di vista l’ enciclica dà quindi un contributo importante, se non altro perché proveniente da un pulpito in grado di influenzare più o meno direttamente quasi 3 miliardi di persone.

 

Enciclica Laudato si’: una cosa che il papa non può capire

 

Tuttavia, passando dai cieli alla terra papa Francesco non va oltre l’esortazione alla buona volontà, con solo pochi e genericissimi esempi concreti. E sulla buona volontà l’adesione è, ovviamente, più che assoluta: tutti, ma proprio tutti sono d’accordo, fintanto che non si dovrà passare dalle parole ai fatti.
Le cose sicuramente cambieranno quando si dovrà scendere nel concreto. Per esempio: l’enciclica afferma che «la spiritualità cristiana propone una crescita nella sobrietà e una capacità di godere con poco. È un ritorno alla semplicità…» Una affermazione sacrosanta, ma immaginatene la fattibilità nelle nostre TV, sulle piattaforme social, nelle discoteche, nelle sfilate di moda e, in generale, nelle aspettative della maggior parte delle persone! (vedi qui una efficace sintesi per punti e immagini dei temi trattati dall’enciclica)

Molto in sintesi l’obiettivo universale enfatizzato nell’enciclica può essere così riassunto: impegniamoci tutti, ciascuno secondo le proprie forze e le proprie capacità, ma con la massima urgenza perché il tempo a disposizione è finito.

Se questo è l’obiettivo un forte impegno etico è sicuramente indispensabile, ma più ancora servono i fatti. E sui fatti c’è più di un punto dell’ enciclica che è discutibile. Non nel senso metaforico di “discutibile, cioè secondo me sbagliato”, ma proprio nel senso letterale: da discutere, per decidere se è una cosa giusta da fare e, nel caso, cosa va fatto, in che modo e con quali priorità.

Inoltre ci sono anche delle lacune significative. Tra le quali una di fondamentale importanza: la questione della crescita demografica.

Su questo importante argomento l’enciclica glissa quasi del tutto. Ne accenna solo al comma 50, affermando che «se è vero che l’ineguale distribuzione della popolazione e delle risorse disponibili crea ostacoli allo sviluppo e ad un uso sostenibile dell’ambiente, va riconosciuto che la crescita demografica è pienamente compatibile con uno sviluppo integrale e solidale. Incolpare l’incremento demografico e non il consumismo estremo e selettivo di alcuni, è un modo per non affrontare i problemi» (la sottolineatura è nostra).

Ora, immaginiamo che tutti concordino sul fatto che occorre affrontare i problemi, e anche che finora i problemi sono derivaenciclica Ludato si'ti più dai modelli di consumo che dall’incremento demografico. Ma, appunto, finora. È sostenibile affermare che la crescita demografica è pienamente compatibile con uno sviluppo integrale e solidale, anche quando, tra 40 anni, saremo 10 miliardi? E per giunta tutti con la (giusta) ambizione di avere una durata e una qualità della vita confrontabile con quella occidentale di oggi?

Seriamente, non è possibile rispondere di si. E lo stesso papa Francesco in precedenti occasioni è sembrato esserne consapevole.

Magari quella cattolica non può o non vuole diventare la prima chiesa a propugnare l’esigenza di un efficace controllo delle nascite. Ma qualcuno dovrebbe farlo. O per lo meno dovrebbe affermarlo anche solo dal punto di vista etico, che altrimenti è lo stesso che incitare a fare sempre e solo più figli.

[Silvia Cirillo]

 

 

 

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