E-waste: cresce la montagna di rifiuti preziosi e pericolosi al tempo stesso

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| Categoria: Ambiente

Nel 2014  sono finite nelle discariche del pianeta 41,8 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici (e-waste): in massima parte frigoriferi, lavatrici e altri elettrodomestici. Ma anche cellulari, calcolatrici, personal computer e stampanti. In questa montagna di rifiuti – secondo un recente studio dell’Università delle Nazioni Unite  – sono contenuti materiali preziosi e ormai rari nel nostro pianeta: ferro, rame e perfino 300 tonnellate di oro (circa l’11% dell’attuale produzione mondiale ).

“A livello mondiale  –  afferma David Malone, Sottosegretario generale delle Nazioni Unite e rettore dell’UNU – i rifiuti elettrici ed elettronici rappresentano una preziosa riserva potenziale di materiali riciclabili: se si recuperassero  si potrebbe generare un valore pari a circa 52 miliardi di dollari“.
Ma gli e-waste oltre ad essere una vera miniera preziosa contengono anche sostanze pericolose per l’ambiente e la salute.  Nel 2014 nel buttar via i rifiuti elettronici abbiamo buttato anche 2,2 milioni di tonnellate di vetro al piombo e 300.000 tonnellate di batterie, insieme con il mercurio, cadmio, cromo e 4.400 tonnellate di strato di ozono di clorofluorocarburi (CFC). In valore assoluto è stata l’Asia a produrre la quantità maggiore di rifiuti  (16 milioni di tonnellate), ma in riferimento alla popolazione la quantità maggiore è  stata prodotta in Europa (15,6 chilogrammi pro capite). A seguire l’Oceania (15,2 chilogrammi a persona ) e le Americhe (12.2 chilogrammi).

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