dissesto idrogeologico

Dissesto idrogeologico: forse la musica cambia

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| Categoria: Sviluppo sostenibile

Sembra che sia arrivata l’ora di affrontare il tema del dissesto idrogeologico in maniera strutturale e meno emergenziale agendo sulle cause che hanno  portato il nostro territorio nelle condizioni disastrose che è oggi.

Dopo aver definito “maledetti i condoni edilizi rilasciati per anni e che hanno indebolito i nostri territori”, Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha quindi sottolineato che la legge di stabilità prevede la possibilità di utilizzare gli avanzi di amministrazione degli enti locali anche per interventi contro le frane, per la pulizia dei fiumi e contro il dissesto idrogeologico.

A partire da 11 milioni di euro, stanziati dal governo per  le demolizioni delle case abusive. Ma – come ha precisato il ministro durante il  question time alla Camera sul dissesto idrogeologico – se tale stanziamento previsto dal  collegato ambientale alla legge di stabilità verrà subito speso  “il ministero lo rifinanzierà fino a che ci saranno richieste in questo senso, perché lo trovo un intervento di civiltà”.

In tema di dissesto idrogeologico il governo ha  infatti  messo a punto un piano pluriennale   – il cui orizzonte temporale va dal 2014 al 2020 –  nel quale sono stati individuati i lavori più urgenti da fare nelle aree soggette a frequenti esondazioni. 127 interventi sono poi stati stralciati, per una spesa complessiva di 1,3 miliardi di euro di cui 1,1 a carico dello Stato. Circa la metà di questa somma –  650 milioni – è già disponibile,  mentre l’altra parte dovrebbe esserlo all’inizio del 2016.

33 sono cantieri di emergenza: interventi prioritari che possono essere eseguiti mmediatamente;  riguardano opere anti alluvione nelle città (necessari  654 milioni di euro)  e per essi sono stati già firmati gli accordi di programma.

I 127 interventi del Piano stralcio riguardano aree metropolitane e urbane come Milano, Genova, Padova, Bologdissesto idrogeologicona e Firenze: sono opere finalizzate  a mettere in sicurezza un elevato numero di persone a rischio di alluvione, per cui il livello di progettazione è definitivo. Ci sono poi altri 5 interventi, per i quali invece l’iter progettuale non è completato, che potranno comunque accedere allo specifico fondo creato appositamente, in quanto ritenuti dalle Regioni comunque prioritari e urgenti.

 

Per approfondire: 

Piano metropolitano contro le alluvioni  

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