Creare il grafene con un frullatore: una ricerca del Trinity College

Webmaster
| Categoria: Innovazione

Un team di scienziati del Trinity College di Dublino ha scoperto che il grafene può essere fabbricato con un frullatore da cucina.

La squadra stava lavorando sulla messa a punto di un metodo per riprodurre su scala industriale il processo che ha portato alla scoperta del grafene. Il materiale, costituito da strati di carbonio di un atomo di spessore, fu isolato da due chimici di Manchester, che usarono del nastro adesivo per rimuoverlo dalla polvere di grafite.

Estratto dalla grafite, il grafene  è  il materiale più sottile al mondo (0,3 nanometri, circa un terzo di un milionesimo di millimetro) ed è formato da atomi di carbonio legati tra loro secondo una struttura esagonale. Flessibile ma 300 volte più resistente dell’acciaio, con elevata conducibilità elettrica, è un materiale che sembra destinato a rivoluzionare vari settori: dall’informatica, all’energia, alla comunicazione.

In ambito informatico, ad esempio, il grafene potrebbe mandare in pensione il silicio presente negli attuali processori, permettendo di avere computer super veloci. Nel settore energetico poi, potrebbe essere impiegato per avere batterie più efficienti, di maggior durata e  con tempi di ricarica più veloci, e per lo stoccaggio dell’idrogeno.

Le molteplici potenzialità del grafene spiegano il grande interesse suscitato dalla ricerca condotta dagli studiosi del Trinity College che semplifica e riduce i tempi di produzione del prezioso grafene.

I ricercatori del Trinity College sono, infatti, riusciti a semplificare il processo di produzione del grafene mischiando grafite, acqua e un solvente in un frullatore alla massima velocità per mezz’ora. La mistura risultante conteneva fiocchi di grafene di alcuni micrometri, in sospensione nell’acqua.

Questo non significa che chiunque possa mettersi a fabbricare grafene nella sua cucina: il dosaggio degli ingredienti ,per non parlare del processo di separazione degli strati di grafene dal resto del liquido, richiedono l’uso di strumentazioni da laboratorio.

Tuttavia, come ha spiegato Andrea Ferrari, uno dei componenti del gruppo di ricerca, si tratta di “un passo avanti per creare il grafene in maniera economica e su scala industriale. La qualità del materiale è quasi ottimale, mentre i tempi di produzione sono centinaia di volte più rapidi.”

La produzione potrebbe quindi passare dai frullatori a serbatoi industriali da 10mila litri, che dovrebbe riuscire a sfornare fino a 100 grammi di grafene all’ora. Dato che al momento il meglio che si possa ottenere è di circa 0,4 grammi all’ora, si tratterebbe di un cambiamento notevole.

Facebookgoogle_plusFacebookgoogle_plus

twitterlinkedinmailtwitterlinkedinmail

Tags: ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

*