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Cibi del futuro? Un buon piatto di meduse

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| Categoria: Sviluppo sostenibile

Meduse, alghe, insetti: questo potremmo trovare a tavola in un futuro neanche troppo lontano. Cibi che potrebbero diventare fonte di nutrimento alternativo integrando  quelli  tradizionali e combattere così fame e malnutrizione. Se ne è parlato a Expo, nella conferenza “Research, suistainability and innovation in new foods” organizzata da Euromarine (Eu), Archimede ricerche e la Fao e coordinata da  Graziella Chini Zittelli dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise-Cnr) e Antonella Leone dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa-Cnr),

 Già oggi circa 2 miliardi di persone, in più di 90 paesi, si nutrono di insetti.“Questi animali – precisa Francesco Gai dell’Ispa-Cnr – secondo la Fao possono rappresentare un’opportunità percorribile per migliorare lo stato di nutrizione nelle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo: infatti sono ricchissimi di nutrienti come proteine e grassi buoni, calcio, ferro e zinco”.

 Tra i cibi del futuro si aggiungono le meduse,  anche loro preziose in termini di sostanze nutrienti. Senza dimenticare che contengono sostanze naturali di interesse biotecnologico, nutraceutico, nutracosmeceutico. Ad esempio il collagene che ha un’efficace attività antiossidante. “Inoltre – spiega Antonella Leone –  le molecole estratte dalla Cassiopea mediterranea (Cotylorhyza tuberculata) mostrano una significativa attività anti-cancro contro cellule di carcinoma mammario umano.

Anche le microalghe hanno importanti proprietà nutritive e rappresentano una delle fonti più promettenti di proteine e di composti bioattivi, tra cui acidi grassi polinsaturi, pigmenti e vitamine. “In particolare la Spirulina (Arthrospira platensis) è molto ricca di proteine, pro-vitamina A, minerali (Ca, Mg e Fe), acidog-linolenico e ficocianina, ed è da secoli usata come alimento in Asia, Messico e in Africa: 100 g di questa microalga contengono almeno 60 g di proteine, una percentuale non riscontrabile nella carne né in altre fonti vegetali”, precisa Graziella Chini Zittelli. “Potrebbe essere usata per realizzare alimenti nutraceutici come pane, pasta e prodotti caseari, in particolare per anziani, bambini, sportivi e vegani; in Paesi meno ricchi, potrebbe garantire una dieta bilanciata e ridurre la malnutrizione. Le colture microalgali, infine, possono diminuire in modo significativo il sovra-sfruttamento di suolo e acqua e pertanto rappresentano una valida alternativa alle colture agricole tradizionali”.

Le sorprendenti proprietà nutritive di questi cibi largamente disponibili ma culturalmente assenti dalla dieta, specie quella  dei popoli occidentali, vanno valorizzate. Anche se – commenta Francesco Loreto, direttore del Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr –  bisogna fare attenzione a pianificare bene il loro sfruttamento per evitare di produrre danni agli ecosistemi.

 

 

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