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C’è un legame tra cambiamenti climatici e malattie infettive?

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| Categoria: Clima

La comparsa di malattie infettive in nuove zone del pianeta  e in nuovi animali è un risultato prevedibile dei cambiamenti climatici.

Questo perché i cambiamenti climatici modificano gli habitat naturali e portano la fauna selvatica, le colture, il bestiame  e gli esseri umani a contatto con nuovi patogeni a cui sono sensibili, ma a cui non sono mai stati esposti in precedenza.

Le nuove emergenze infettive collegate ai cambiamenti climatici  sono state oggetto di studio di due ricercatori Eric P. Hoberg dell’Osservatorio di parassitologia del Dipartimento per l’agricoltura USA  e Daniel R. Brooks  del Laboratorio di parassitologia dell’Università del Nebraska.

Dalle loro ricerche è emerso che molti parassiti finora confinati in specifiche regioni del globo stanno estendendo le rispettive aree di  diffusione, riuscendo a contagiare nuovi animali con una facilità inaspettata: questo aumento delle specie infettate aumenta parallelamente il rischio di focolai ed epidemie anche negli esseri umani.

Non dobbiamo aspettarci una pandemia – precisa Brooks – ma tante epidemie localizzate che metteranno sotto pressione i nostri sistemi sanitari.

Questo fenomeno, inoltre,  è spesso sottovalutato nelle  convinzione – erronea  – che gli animali e gli agenti patogeni di una determinata area  si adattino sempre più gli uni agli altri, rendendo difficile il passaggio in altre specie. Invece negli ultimi decenni ci si è accorti che questi salti di specie avvengono più rapidamente del previsto.

Un esempio di questo salto di specie riguarda alcune infezioni broncopolmonari da nematodi che fino a poco tempo fa interessavano solo i caribù e che invece – di recente –  sono state riscontrate anche nei buoi muschiati delle più estreme regioni artiche. Inoltre, il contagio è favorito  anche il fatto che i nuovi ospiti risultano più sensibili alle infezioni di questi patogeni perché non hanno sviluppato una resistenza.

Per questo per trattare efficacemente le infezioni nella popolazione umana può essere molto utile conoscere la distribuzione geografica degli agenti patogeni e il comportamento che hanno nei cosiddetti  serbatoi non umani, cioè le specie animali che sono riusciti  a infettare.

 

[Gian Maria Volpicelli]

 

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