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Boutarfa: energia e cooperazione per lo sviluppo nel Mediterraneo

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| Categoria: Energia

La sicurezza internazionale, lo sviluppo e la stabilità passano per la disponibilità di energia. E questo vale in particolare per l’area del Mediterraneo, l’unica al mondo dove si incontrano tre continenti.
Si tratta di un’area caratterizzata da una forte instabilità politica nella sponda sud, e da una sensibile crisi economica in quella nord, ma anche da numerosi aspetti che possono essere complementari, con vantaggi per tutti.

Le politiche e le infrastrutture energetiche possono contribuire in modo sostanziale a garantire sicurezza e sviluppo nell’intera regione del Mediterraneo. Lo sostiene Noureddine Boutarfa, CEO dell’algerina Sonelgaz e presidente di Med-TSO, l’Associazione che unisce i gestori delle reti di trasmissione elettrica di 17 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: in pratica gli equivalenti della nostra Terna per l’intero bacino.

Nei giorni scorsi si è tenuta a Roma una assemblea straordinaria di Med-Tso, in vista della Conferenza euro-mediterranea tenutasi il 19 alla Farnesina, nella quale è stato firmato un Memorandum d’Intesa fra la Commissione Europea, Med-TSO e MedReg (l’Associazione dei regolatori energetici del Mediterraneo (MedReg), con l’obiettivo di creare un mercato elettrico integrato nella regione.

Al presidente di Med-TSO abbiamo chiesto di spiegare come e perché l’integrazione delle infrastrutture elettriche può avere il ruolo di favorire la pace e di garantire lo sviluppo sociale ed economico dell’area.

 

«Mai come oggi – afferma Boutarfa – il mondo dell’energia ha dovuto affrontare cambiamenti tanto radicali in tempi così brevi. Vere e proprie sfide, imposte dall’evoluzione tecnologica e dai mutamenti che sono in corso in ambito geopolitico, economico e sociale.

Dal punto di vista tecnologico e di mercato i cambiamenti riguardano il ruolo dei combustibili fossili (non solo per le nuove opportunità offerte dall’evoluzione del settore gas), la crescente penetrazione delle energie rinnovabili non programmabili (in particolare sole e vento), l’innovazione nei sistemi di trasporto e nel settore elettrico, la necessità di ridurre l’inquinamento e gli impatti ambientali, le nuove esigenze climatiche e molto altro.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione. E il Mediterraneo ne è al centro, in un momento di evidenti fermenti economici e sociali che destano nello stesso tempo preoccupazione e speranze.

Per concretizzare queste speranze c’è un solo modo: collaborare tutti insieme per costruire soluzioni comuni che garantiscano maggiore sicurezza e maggiore sviluppo. Ecco: il settore dell’energia è quello che, in questo momento, offre di per sé le maggiori opportunità, perché in ogni caso impone di coinvolgere in un processo comune tutti i fattori di evoluzione in corso. Ricordiamo sempre che l’energia è la principale risorsa dell’economia mondiale, il fattore indispensabile per garantire adeguati livelli di sviluppo e benessere, ma anche di cultura e libertà individuale e sociale».

 

Mediterraneo: Noureddine_Boutarfa presidente Med-TSO
Noureddine Boutarfa, presidente di Med-TSO, l’Associazione che unisce i gestori delle reti di trasmissione elettrica di 17 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: in pratica gli equivalenti della nostra Terna per l’intero bacino.

Quindi il vero problema è orientare l’evoluzione non verso interessi particolari – nazionali o industriali – ma verso interessi comuni. Non è una cosa da poco! Tanto più in questo momento in cui le contrapposizioni sembrano prevalere.

«Proprio per questo è importante impegnarsi, facendo leva sulle molte opportunità che pure ci sono, e che sono particolarmente rilevanti per il settore elettrico.

Per esempio: da alcuni anni i consumi sono in diminuzione nella riva nord del Mediterraneo, mentre continuano la forte crescita nei Paesi della sponda sud. Questo mutamento di scenario ha avuto già un impatto sui criteri di pianificazione e sviluppo dei sistemi elettrici, confermando l’esigenza di politiche energetiche regionali condivise, fondate su sicurezza, flessibilità ed efficienza. Ma per renderle davvero efficaci occorre anche condividere estese infrastrutture di interconnessione tra i vari Paesi, così da integrarne i sistemi energetici e condividerne le risorse. È con questo obiettivo che nel 2012 è nata la Mediterranean Transmission System Operators (Med-Tso), che associa gli operatori di rete di 17 Paesi, in pratica i principali dell’intero bacino del Mediterraneo».

 

Stiamo parlando prevalentemente di reti elettriche?

«Stiamo parlando di tutto, perché l’elettricità è la forma di energia più pregiata, più flessibile e più pulita per i consumatori. La realizzazione di infrastrutture di base come quelle elettriche mette in gioco tutti i mercati energetici, quindi, di fatto, garantisce un accesso più equo e distribuito a tutte le tipologie di risorse primarie, crea sviluppo e occupazione, migliora la qualità della vita. In due parole, appunto, benessere e sicurezza».

 

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