Temperatura terrestre: con 3,5 gradi in più danni pesanti in Europa

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| Categoria: Clima

Se non saranno messe a frutto ulteriori azioni per contrastare i cambiamenti climatici, un aumento della temperatura terrestre entro i 3,5 gradi centigradi sarà pagato a caro prezzo dall’Europa. Il conto finale dell’impatto economico risulterà non inferiore ai 190 miliardi di euro, pari all’1,8 del Pil dell’Unione Europea.

 La stima è contenuta in uno studio del Centro Comune di Ricerca (Joint research Centre), il servizio scientifico della Commissione Europea.  Secondo questo studio, con un aumento della temperatura terrestre a 3,5 C° i decessi legati alle ondate di calore potrebbero arrivare a quota 200.000 e i soli danni derivanti dalle inondazioni potrebbero oltrepassare i 10 miliardi di euro.

 In questo scenario, un rischio particolarmente grave è quello rappresentato dagli incendi. Ne sarebbero interessate soprattutto le foreste delle regioni meridionali dell’Europa dove la superficie a rischio di essere percorsa dal fuoco viene stimata in 8.000 chilometri quadrati. Rispetto ai valori odierni, inoltre, il numero delle persone colpite da siccità potrebbe aumentare fino a 7 volte, mentre i danni alle coste provocate dall’innalzamento delle acque marine potrebbero triplicarsi.

 Il quadro delineato dal Ccr evidenzia anche lo squilibrio geografico dell’impatto climatico determinato dall’aumento della temperatura terrestre. I danni maggiori (fino al 70% del totale) si conteranno infatti  nell’Europa meridionale e in quella centro-meridionale, mentre nella regione settentrionale l’impatto economico sarà quasi trascurabile. Tuttavia, a causa delle forti interconnessioni economiche del territorio europeo, gli impatti che si verificheranno in una regione oltrepasseranno le frontiere e  si ripercuoteranno in misura significativa anche altrove.

 “Non agire – ha commentato il commissario Ue al Clima, Connie Hedegaard –è certamente l’opzione più costosa di tutte”. È infatti insensato attendere di dover pagare tutti questi danni – ha proseguito – “quando invece è possibile investire nella riduzione dell’impatto climatico e diventare un’economia competitiva a basse emissioni”.

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